Ternua e una montagna senza PFC | Amorini

Ternua e una montagna senza PFC

11 DICEMBRE 2019

Se parliamo di sostanze pericolose, che si diffondono i tutto il pianeta e che sono persino presenti nel nostro stesso sangue stiamo descrivendo i PFC. Se qualcuno ci parla di fluorocarburi, anche noti come perfluorocarburi (PFC), probabilmente non sappiamo a cosa si stia riferendo.

I PFC sono composti sintetici formati da Fluoro e Carbonio, le cui proprietà consentono di realizzare materiali impermeabili, antiaderenti e ignifughi che vengono – spesso – utilizzati in innumerevoli prodotti, tra questi rientrano anche alcuni capi da montagna. I PFC più comuni sono gli acidi perfluoroalchilici, tra cui perfluorottano solfonato (PFOS) e perfluoroottanoato (PFOA).

Ternua – sostenibilità e performance

Ternua, marchio della collezione Amorini, è uno dei brand che più ha combattuto per progettare prodotti tecnici senza l’utilizzo di materiali inquinanti, dannosi o ad alto impatto ambientale. L’azienda spagnola sta riconvertendo la propria produzione in ottica sostenibile e non a caso sono stati precursori sotto molti punti di vista. Ad esempio, hanno studiato, favorito ed implementato l’introduzione di piuma riciclata per sostituire quella ad origine animale. Ma il loro è un miglioramento costante, un procedimento in continua espansione.

Bottiglie di plastica, fondi di caffè e reti da pesca sono solo alcuni dei materiali di recupero che utilizzano per creare i loro capi, finiti rigorosamente con l’impiego di solo cotone biologico coltivato in campi che rispettano i cicli della terra e privi di sostanze chimiche tossiche.

PFC – no grazie

Questa è la filosofia di Ternua: innovare per raggiungere un’elevata qualità tecnica e, allo stesso tempo, contribuire alla sostenibilità ambientale e sociale. A partire dalla collezione FW18, il 100% dei capi è privo di contaminanti PFC. Vale a dire che i trattamenti esterni di repellenza, assolutamente efficaci e performanti, non contengono elementi dannosi per l’ambiente.

Ma quali sono i pericoli che derivano dall’utilizzo di PFC? Due in particolar modo. Il primo deriva dal fatto che sono composti altamente tossici, che a piccole dosi influenzano il nostro sviluppo e il sistema ormonale e riproduttivo. Difatti, possono erodere il sistema immunitario, danneggiare il fegato e causare ipotiroidismo, colesterolo alto e obesità.

Il secondo problema è che i PFC non si degradano facilmente. Nel rapporto “Leaving Footprint” di Greenpeace, presentato all’inizio del 2016, è stato denunciato che la presenza di acido perfluoroottanoico (PFOA) negli equipaggiamenti da montagna è stata rilasciata negli ecosistemi, contaminandoli permanentemente. I PFC possono percorrere lunghe distanze e accumularsi negli organismi viventi lungo la catena alimentare: pesci, piante ed ambienti naturali.

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